Calcolatore IVA (UE, tutti i 27 paesi)

Scegliete un paese, scegliete un’aliquota, digitate un importo. Il calcolatore mostra insieme imponibile, IVA e totale, quindi funziona in entrambe le direzioni.

Imponibile (IVA esclusa)
IVA
Totale (IVA inclusa)

Aliquote verificate il: 2026-08-16
Le aliquote sono confrontate con l’elenco della Commissione europea. Verificate presso l’amministrazione fiscale nazionale prima di fatturare.
Come vengono verificate queste cifre

Aggiungi all’imponibileImponibile10019= 119Scorpora dal totaleTotale119Imponibile100IVA19
Lo stesso 19%: aggiunto a un imponibile dà 119, scorporato da 119 restituisce 100.

Le formule

Ce ne sono solo due, ed è la seconda quella che si sbaglia.

Aggiungere l’IVA a un imponibile:

IVA      = imponibile × aliquota / 100
totale   = imponibile + IVA

Scorporare l’IVA da un totale:

imponibile = totale / (1 + aliquota / 100)
IVA        = totale − imponibile

L’errore comune è prendere il totale e sottrarne semplicemente la percentuale: moltiplicare 122 € per 22 % dà 26,84 € e non i corretti 22,00 €. La percentuale si calcola sull’imponibile, quindi bisogna dividere invece che sottrarre.

Esempio svolto

A un cliente italiano viene indicato un prezzo di 122,00 € comprensivo di IVA al 22 %.

  • imponibile = 122,00 / 1,22 = 100,00 €
  • IVA = 122,00 − 100,00 = 22,00 €

Nell’altro senso, un imponibile di 100,00 € all’aliquota ordinaria tedesca del 19 % dà un’IVA di 19,00 € e un totale di 119,00 €. La stessa merce, lo stesso imponibile, tre euro di differenza sul totale — ed è esattamente per questo che il paese di destinazione conta quando fissate il prezzo di un annuncio su un marketplace.

L’arrotondamento

L’IVA si calcola e si arrotonda di norma per fattura, a due decimali. Arrotondare ogni riga separatamente e poi sommare può produrre un totale che differisce di uno o due centesimi dall’arrotondamento del totale: entrambi i metodi sono accettati nella maggior parte degli Stati membri, ma bisogna applicarne uno in modo coerente.

Questo calcolatore arrotonda le cifre mostrate a due decimali e mantiene internamente la precisione piena, così i tre importi visualizzati tornano sempre.

L’aliquota di quale paese va usata?

Per le vendite B2C di beni spediti in un altro paese UE si applica l’aliquota del paese di destinazione non appena le vostre vendite transfrontaliere superano i 10.000 € in un anno solare. Sotto quella soglia potete continuare ad applicare l’aliquota del vostro paese. Sopra, la maggior parte dei venditori si iscrive allo sportello unico (OSS) e dichiara tutta l’IVA europea con un’unica dichiarazione invece di identificarsi in ogni paese.

Per le vendite B2B a un cliente con partita IVA valida in un altro Stato membro si applica di norma il reverse charge e voi fatturate senza IVA.

Domande frequenti

Dividete il totale per 1 più l’aliquota espressa in decimali. Al 22 % dividete per 1,22; al 19 % per 1,19. Il risultato è l’imponibile, e la differenza è l’IVA. Sottrarre la percentuale dal totale dà una risposta sbagliata.

Si applica l’aliquota ordinaria, a meno che i vostri beni rientrino in una categoria che il paese di destinazione ha espressamente ridotto. Quelle categorie sono decise a livello nazionale e variano molto: la tabella mostra quali aliquote esistono in ciascun paese, ma solo l’amministrazione fiscale nazionale può confermare sotto quale ricadano i vostri beni specifici.

Sotto i 10.000 € annui di vendite B2C transfrontaliere in tutta l’UE potete applicare la vostra aliquota nazionale. Sopra, applicate quella del paese del cliente. La soglia è una cifra unica valida per tutta l’UE che copre tutte le vostre vendite transfrontaliere sommate, non una franchigia per paese.

Sì, il calcolo è lo stesso con qualsiasi valuta. Inserite l’importo nella valuta in cui fatturate e il risultato esce in quella valuta. Polonia, Cechia, Ungheria, Svezia, Danimarca, Romania e Bulgaria hanno ciascuna la propria.

No. Il calcolo gira nel vostro browser e non viene trasmesso né salvato nulla.

Fonti ufficiali

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