La regola che quasi tutti continuano a sbagliare
«Sotto i 150 € non si paga nulla» non è più vero da luglio 2021, ed è probabilmente il luogo comune più duro a morire del commercio transfrontaliero.
Quello che la soglia toglie sono i dazi doganali. L’IVA è dovuta dal primo euro: la vecchia franchigia di 22 € per le spedizioni di modico valore è sparita, e con essa l’idea che un pacco economico passi senza nulla.
Ciò che cambia davvero da un caso all’altro non è quindi l’importo dell’IVA ma il momento in cui si paga e chi la incassa.
Le tre strade che può prendere un pacco
Fino a 150 €, venditore iscritto allo IOSS. L’IVA è stata addebitata al momento dell’ordine e versata dal venditore. Nessun dazio, nulla da pagare alla consegna, nessuna spesa di sdoganamento. Per chi compra è la strada più pulita.
Fino a 150 €, venditore senza IOSS. Neanche qui ci sono dazi, ma l’IVA viene riscossa all’arrivo. Il corriere la anticipa, la riaddebita e ci aggiunge le proprie spese di sdoganamento, spesso fra 10 e 20 €. Su un pacco da 30 € quelle spese pesano più dell’imposta.
Sopra i 150 €. I dazi si applicano, calcolati sul valore CIF, e l’IVA si calcola sul valore in dogana aumentato di quei dazi. Le spese del corriere si aggiungono ancora.
Che cosa conta nei 150 €
Il valore intrinseco, cioè il prezzo dei soli articoli. Trasporto, assicurazione e imposte non entrano nel calcolo della soglia, anche se poi entrano nella base dell’IVA.
Una spedizione da 140 € di merce più 20 € di porto resta quindi sotto la soglia, benché la fattura dica 160 €. Al contrario, 155 € di merce con spedizione gratuita la supera.
La soglia si valuta per spedizione, non per articolo. Spezzare un ordine da 300 € in due pacchi da 150 € inviati separatamente è una pratica che la dogana conosce: se le spedizioni appartengono visibilmente allo stesso ordine, possono essere accorpate ai fini del calcolo.
Che cosa cambia davvero lo IOSS
Lo IOSS non elimina l’IVA: la sposta. Il venditore la incassa al momento del pagamento, la dichiara mensilmente in un solo Stato membro, e il pacco attraversa la frontiera senza fermata fiscale.
Per chi compra la differenza è concreta: nulla da anticipare al corriere, nessuna spesa di sdoganamento, nessun pacco trattenuto in attesa di pagamento. Per chi vende è un vantaggio commerciale misurabile: i rifiuti alla consegna calano quando alla porta non viene chiesto nulla.
Lo IOSS vale solo per spedizioni fino a 150 € di valore intrinseco. Oltre riprende la procedura ordinaria, con o senza IOSS.
Esempio svolto
Un pacco con 120 € di merce, 15 € di spedizione, consegnato in Italia, aliquota IVA 22 %:
- valore intrinseco: 120 € — sotto la soglia, nessun dazio
- base IVA: 120 + 15 = 135 €
- IVA: 29,70 €
Se il venditore è nello IOSS, quei 29,70 € erano già nel prezzo pagato e il pacco arriva senza nulla da saldare. Altrimenti si pagano 29,70 € di IVA più le spese del corriere: con 15 € di spese, un pacco annunciato a 135 € viene in realtà a 179,70 €, oltre il 33 % in più del prezzo mostrato.
Domande frequenti
No, da luglio 2021 non più. La vecchia franchigia di 22 € è stata abolita: l’IVA è dovuta dal primo euro. Sotto i 150 € vengono meno soltanto i dazi.
La conferma d’ordine di solito lo indica: se l’IVA italiana compare come riga a sé al momento del pagamento, il venditore la sta incassando. Nel dubbio il segnale pratico è semplice: con lo IOSS il corriere non chiede nulla.
Perché ha anticipato l’imposta e presentato la dichiarazione doganale al vostro posto. Quelle spese sono sue, non dello Stato, e sono libere: vanno da pochi euro a oltre venti a seconda del corriere.
Per spedizione. Ma pacchi inviati separatamente che appartengono visibilmente allo stesso ordine possono essere accorpati dalla dogana ai fini della soglia.
Se spedite regolarmente nell’UE pacchi sotto i 150 € da un paese terzo, quasi sempre. Il guadagno non è fiscale — l’IVA è dovuta in entrambi i casi — ma commerciale: niente costi a sorpresa alla consegna, meno pacchi rifiutati.
Sono ordini di grandezza per gruppo merceologico. L’aliquota reale dipende dal codice TARIC a dieci cifre e dall’origine, e può essere maggiorata di dazi antidumping. Per una cifra da usare in una dichiarazione, passate da TARIC.