Calcolatore del costo sdoganato

Inserite il valore della merce, il trasporto e l’aliquota di dazio: il calcolatore percorre la catena nell’ordine in cui la calcola la dogana e vi dà il costo totale e poi il costo per pezzo, quello su cui si fissa un prezzo di vendita.

Prezzo pagato al fornitore, prima del trasporto
Le imprese con partita IVA di norma la detraggono: è cassa, non costo. Togliete la spunta se non potete recuperarla.
Dazio
IVA all’importazione
Costo sdoganato totale
Valore in dogana (CIF)
Base di costo per il prezzo
Per pezzo

Rivisto il 2026-08-16. Queste cifre sono per loro natura indicative: non esiste un unico elenco ufficiale con cui confrontarle, e l’importo reale dipende dal vostro contratto, dal codice tariffario o dalla fascia di prezzo. Usatele per pianificare, non per fatturare.
Le aliquote di dazio proposte sono ordini di grandezza per gruppo merceologico. L’aliquota che vi verrà applicata dipende dal codice TARIC esatto e dall’origine.
Come vengono verificate queste cifre

MerceTrasportoDazioIVABase IVACosto sdoganato
Il dazio colpisce merce più trasporto; l’IVA tutto questo più il dazio stesso.

L’ordine del calcolo

Ogni passaggio fa da base al successivo, ed è per questo che l’ordine cambia il totale:

valore in dogana (CIF) = merce + trasporto + assicurazione
dazio                  = valore in dogana × aliquota
base IVA               = valore in dogana + dazio
IVA all’importazione   = base IVA × aliquota IVA
costo sdoganato        = merce + trasporto + dazio + spese (+ IVA se non detraibile)

Due punti sorprendono con regolarità. Il dazio non colpisce soltanto la fattura del fornitore ma anche il nolo fino alla frontiera: un trasporto più caro alza i dazi. E l’IVA si calcola sopra il dazio, quindi si paga davvero imposta su un’imposta.

Calcolare il valore in dogana: che cosa ci entra e che cosa no

Il valore in dogana è la base su cui si applica il dazio, quindi il numero da cui dipende tutto il resto. Il calcolatore qui sopra lo ricava da quello che inserite; verificarlo a mano richiede le regole che lo definiscono.

Conta il valore di transazione: il prezzo effettivamente pagato per la merce, più i costi sostenuti fino al luogo di introduzione nell’UE. In pratica è il valore CIF.

Valore in dogana = prezzo della merce + nolo fino al confine UE + assicurazione + spese accessorie di trasporto

Vanno aggiunti, fra gli altri, il trasporto e l’assicurazione fino al confine, le spese di imballaggio, le provvigioni tranne quella di acquisto, e le royalty pagate come condizione della vendita.

Non vanno aggiunti i costi di trasporto successivi all’ingresso nell’UE se indicati separatamente, i tributi all’importazione stessi, il montaggio e la manutenzione dopo l’importazione, e gli sconti effettivamente concessi.

Due punti costano denaro nella pratica. Un nolo caro alza il valore in dogana e con esso il dazio: la fattura di trasporto fa parte della base imponibile, non è una voce accessoria. E la dogana converte le valute con un cambio mensile ufficiale, non con quello della vostra banca: quando i cambi si muovono, il valore dichiarato si scosta da quello contabilizzato.

Esempio svolto

10.000 € di merce acquistata in Cina, 1.400 € di nolo marittimo, 100 € di assicurazione, un dazio del 4,7 %, consegna in Italia, 500 pezzi:

  • valore in dogana: 10.000 + 1.400 + 100 = 11.500 €
  • dazio: 11.500 × 4,7 % = 540,50 €
  • base IVA: 11.500 + 540,50 = 12.040,50 €
  • IVA all’importazione al 22 %: 2.648,91 €
  • costo sdoganato al netto dell’IVA detraibile: 12.040,50 €
  • per pezzo: 24,08 €

Il prezzo pagato al fornitore era di 20 € al pezzo. Il costo reale è 24,08 €, il venti per cento in più — ed è su quella cifra che si calcola un margine, non sui 20 €.

Perché il costo per pezzo esclude l’IVA detraibile

Un’impresa con partita IVA detrae l’IVA all’importazione: esce dalla cassa e vi rientra con la liquidazione successiva. Includerla nel costo gonfierebbe il prezzo di vendita partendo da una somma che vi verrà restituita.

Resta però una tensione di cassa concreta: nell’esempio qui sopra sono 2.649 € da anticipare prima di aver venduto qualcosa. L’IVA si assolve in dogana e si detrae con la bolletta doganale. Chi ha lo status di esportatore abituale può importare in sospensione entro il proprio plafond, e chi lavora in deposito IVA la assolve con reverse charge al momento dell’estrazione: due modi diversi di non anticiparla.

Se non potete detrarla — regime forfettario, o acquisto da privato — togliete la spunta: torna a essere un costo secco.

Che cosa questo calcolatore non copre

I dazi antidumping, che si aggiungono a quello ordinario su certi prodotti e certe origini e possono superare il 50 %. Si verificano in TARIC per codice merce e paese di origine.

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), che riguarda acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno ed elettricità, con obblighi di comunicazione propri.

Le imposte interne — accise su alcol e tabacchi —, le spese di giacenza se la merce resta ferma, e i contributi per la responsabilità estesa del produttore sugli imballaggi, che non sono materia doganale ma ricadono comunque sull’importatore.

E le aliquote ridotte: il calcolatore prende quella ordinaria del paese di destinazione, mentre certe merci si importano a aliquota ridotta. Che cosa vale dove sta nella tabella delle aliquote IVA nell’UE.

Domande frequenti

Sì. Il valore in dogana è il valore CIF: merce, trasporto e assicurazione fino alla frontiera dell’UE. Un nolo più caro alza quindi automaticamente i dazi.

Perché la base dell’IVA all’importazione è definita come il valore in dogana aumentato dei dazi e delle spese accessorie fino al luogo di destinazione. Si paga imposta su un’imposta: è controintuitivo, ma è la regola.

Nella banca dati TARIC della Commissione europea, per codice merce a dieci cifre e paese di origine. Le aliquote proposte qui sono ordini di grandezza per gruppo: usatele per stimare, e TARIC per la cifra esatta.

Di norma sì: si assolve in dogana e si detrae con la bolletta doganale nella liquidazione periodica. Chi è esportatore abituale può importare in sospensione entro il plafond, e il deposito IVA consente di assolverla con reverse charge all’estrazione.

Solo su spedizioni molto piccole: sotto i 150 € di valore intrinseco i dazi non si applicano, ma l’IVA resta dovuta. Su un container ovviamente non incide. Il dettaglio è in IVA all’import sotto i 150 €.

Fonti ufficiali

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